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Sant’Alessio Siculo

Piccolo e grazioso centro a prettamente vocazione turistica incastonato in una incantevole baia naturale che culmina con il famosissimo e suggestivo Castello che sovrasta l'omonimo Capo.

Un po' di storia

Anticamente prese il nome di Arghenrion Akron che Tolomeo Alessandrini battezzò “Capo d’argento”.

In epoca medievale è stata scarsamente popolata in epoca medioevale, a causa dell’elevata esposizione alle incursioni dei pirati saraceni. In questo periodo l’epicentro delle attività socio-economiche (prevalentemente agricoltura e pesca) che si svolgevano a Sant’Alessio era Forza d’Agrò. Di questo periodo storico rimangono alcune tracce nel quartiere vecchio, immediatamente sottostante il promontorio su cui sorge Forza d’Agrò.

In occasione della seconda guerra mondiale, il borgo di Sant’Alessio Siculo conobbe direttamente la ferocia nazista, il 14 agosto 1943, alcuni soldati delle SS massacrarono, senza motivo alcuno, l’arciprete del paese don Antonio Musumeci ed i coniugi Cosimo Scarcella e Letteria Melandri.

La cessazione della minaccia di incursioni dal mare e lo sviluppo delle vie di comunicazione costiere hanno prodotto in tutta la regione un lento ed inesorabile flusso migratorio dalle località montane, un tempo unico rifugio sicuro, a quelle costiere, maggiormente integrate in un sistema economico non di pura sussistenza.

Il Castello

Il promontorio, già noto in epoca greco-siceliota come Arghennon Akron (Argenteo Capo), fino all’unificazione dell’Isola sotto l’ Arcontato di Sicilia di Dionisio I, nel V secolo a.C., fungeva da confine territoriale tra la Chora della polis di Messana e quella di Naxos. Venne poi chiamato Promontorium dai romani, che vi edificarono per primi una fortificazione. Durante la battaglia tra Ottaviano e Sesto Pompeo (36 a.C.), il castello avrebbe ospitato lo stesso Sesto Pompeo, il figlio di Gneo Pompeo Magno, che si era dato alla pirateria, in quegli anni, nei pressi delle coste siciliane, ostacolando i rifornimenti romani.

Il Castello così come lo vediamo al giorno d’oggi risale all’epoca Bizantina e venne ribattezzato col nome di un Santo della tradizione greco-ortodossa. Il maniero fungeva da difesa contro le scorrerie degli Arabi nell’ambito delle guerre condotte da Bisanzio contro costoro. Con la nascita dell’Emirato di Sicilia, il promontorio fu noto come Ad Dargah (La Scala). Si compone di due torrioni, uno a pianta rettangolare e uno a pianta circolare, e di un muro di cinta. I due torrioni sorgono su due picchi situati all’estremità del promontorio, a strapiombo sul mare. Il torrione circolare sul picco lato monte, il torrione a base rettangolare sul picco lato mare.

Il Castello ospitò, tra gli altri, anche Carlo V d’Asburgo di ritorno dalla “presa di Tunisi”.

Oggi i locali sono chiusi al pubblico e adibiti a dimora privata.

Cosa fare?
Perdersi tra le vie

È un piacere unico passeggiare tra le viuzze piccolissime di Sant'Alessio, si assapora storia e tradizione ad ogni passo.

Degustare i prodotti tipici

Meta soprattutto per gli arancini e i rustici locali, ma non lasciarsi scappare i dolci, i gelati e le granite.

Cosa visitare?
Castello Bizantino

Il Castello è visitabile solo nella parte esterna. L'area interna è proprietà privata ed è adibito ad abitazione.

Chiesa Madonna del Carmelo

È una chiesetta molto antica che risale all'epoca bizantina, quando fù costruito il Castello.

Villa Genevesi

È una villa in stile svizzero con un ampio giardino curato e sbocco su due lati, mare e monte. In tutte le stagioni si organizzano eventi culturali sia all'interno che all'esterno della Villa.

TRADIZIONI e CURIOSITÀ

Villa Genovesi è caratterizzata dal suo stile svizzero e fu costruita, alla fine del 1800, su ordine del dott. Francesco Genovesi, medico originario di Barcellona Pozzo di Gotto e titolare di un centro termale a Messina.

La Villa si snoda su due piani collegati da una scaletta di legno (quella attuale non è originaria): il piano terra è a pianta quadrata, mentre al primo piano il quadrato viene spezzato dalla creazione di piccole verande; la divisione degli ambienti interni è rimasta identica a quella originaria proprio per non alterare la percezione dello spazio, mentre l’arredamento non è quello della fine dell’Ottocento. Le tegole sono del tipo “marsigliese”, uguali a quelle preesistenti così come le frangette e i decori metallici.

Al suo interno, è possibile ammirare tre reperti archeologici del I secolo d.C. ritrovati nei fondali antistanti Capo S. Alessio, e precisamente un’anfora nord-africana, un’anfora nord- africana, un’anfora fondo piano e un ceppo d’ancora con astragali a suo tempo affidati in deposito alla Pro Loco di S. Alessio Siculo dalla Sovrintendenza Archeologica di Siracusa.

La dependance lato Nord è diventata sede della Biblioteca Comunale e dell’Associazione Turistica “Pro Loco” Arghennon Akron mentre la Villa è stata sede di mostre di notevole interesse culturale e artistico.

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