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Il mix di culture della

Parco Quasimodo

PARCO LETTERARIO SALVATORE QUASIMODO – LA TERRA IMPAREGGIABILE

I LUOGHI DELL’ISPIRAZIONE POETICA QUASIMODIANA

Il Parco Letterario “Salvatore Quasimodo” opera dal 1998. Tappa fondamentale, che ne ha sancito il riconoscimento ufficiale da parte della Comunità Europea,  è stata la partecipazione al concorso di idee “Sovvenzione Globale Parchi Letterari” all’interno del quale è risultato fra i 16 vincitori, e da quel momento in poi si è operato nell’intento di agganciare all’interesse culturale per la figura e l’opera del poeta un interesse turistico per i luoghi. L’idea di base è stata quella di utilizzare la fonte letteraria come codice di lettura del territorio, per scoprirne e valorizzarne i diversi aspetti che ne configurano l’identità: da quello culturale e storico a quello naturalistico, da quello antropologico a quello eno-gastronomico.

Negli anni Roccalumera è divenuto sempre più luogo di vita e di ispirazione per Salvatore Quasimodo. Case, la spiaggia, stradine, ma anche paesaggi raccontati nel testo poetico, diventano un patrimonio culturale ed ambientale da proteggere, valorizzare e da rendere sempre più fruibile ai visitatori attraverso percorsi sensoriali tesi a far rivivere il ricordo del  letterato e far provare, gustare, sentire, toccare ed osservare tutto ciò che ha portato l’autore a scrivere pagine storiche della letteratura.

La stazione

Nei locali dell’antica stazione ferroviaria di Roccalumera, appositamente ristrutturati, è ospitato il Museo Quasimodiano. Il museo è composto da tre ampie sale museali: La prima sala riguarda la famiglia del Poeta e l’infanzia e gli studi di Salvatore Quasimodo. All’interno di questa sala sono conservati alcuni arredi della casa della famiglia Quasimodo a Roccalumera, in cui il poeta ha trascorso la sua infanzia, gli scritti giovanili di Quasimodo e documentazioni varie. La seconda sala riguarda la vita del Poeta tra gli anni ’30 fino e gli anni ’50. All’interno di questa sala è conservata una corrispondenza privata con personalità e ammiratori, articoli di giornale, scritti, i certificati di lavoro, e i libri appartenuti Poeta. La terza sala ospita lo studio originale dalla sua casa di Milano, sita in Corso Garibaldi 16. Qui visitatori entreranno nell'”officina creativa” di Salvatore Quasimodo. Oltre agli arredi sono conservati: la laurea dell’Università di Messina (1960), alcune onorificenze concesse dal Presidente della Repubblica al Poeta, gli oggetti che il poeta utilizzava quotidianamente (penne, radio, accendini, polaroid ecc.). Sempre in questa sala i visitatori potranno visionare filmati delle teche Rai e di televisioni estere, come la cerimonia di conferimento del Premio Nobel, concesse dalla Televisione Svedese, alcune interviste concesse in esclusiva alla RAI, e registrazioni del Poeta che declama le sue poesie. Il percorso prosegue sul treno-museo. I cimeli sono stati donati dal figlio del Poeta, Alessandro Quasimodo, Presidente Onorario del Parco Letterario Salvatore Quasimodo.

La Torre

A pochi passi dal Parco Quasimodo, sorge un’antica torre di guardia, comunemente detta “Torre Saracena” o “Torre Ficara”, inserita come monumento storico all’interno del Parco Letterario, quale fonte di ispirazione del poeta. L’ attuale Torre risale al 1400, anche se verosimilmente il manufatto oggi esistente venne realizzato su uno precedente, realizzato durante la dominazione araba in Sicilia per la difesa delle coste. In caso di attacco le torri vicine comunicavano tra di loro utilizzando il fuoco di notte e gli specchi durante il giorno. Per segnalare al popolo dell’imminente attacco, dalla cima della torre venivano suonate delle campane e poco dopo partiva un cavaliere che, con trombe o tamburo, avvisava gli abitanti delle borgate distanti dal centro abitato. I Gli abitanti della località denominata “Palma” trovavano rifugio all’interno della torre oppure usavano allontanarsi e raggiungere zone collinari. Se veniva conquistato il piano terra della torre, dal secondo piano si facevano rotolare delle palle di cannone che uccidevano chi cercava di salire ai piani alti. Con l’invenzione della polvere da sparo furono aperte tre bocche per i cannoni verso il mare; durante gli attacchi, dai vicini castelli di Fiumedinisi e Sant’Alessio-Forza D’Agrò, partiva la cavalleria per bloccate i nemici. La prima famiglia proprietaria della Torre fu quella dei Rocca, famiglia nobiliare che diede il nome al paese di Roccalumera.

Legata a Roccalumera è la figura di Salvatore Quasimodo, premio Nobel per la Letteratura 1959: qui nacque

ed è sepolta tutta la famiglia del Poeta. Tra i familiari vi è anche la nonna Rosa Papandrea, figlia di profughi di Patrasso che è personaggio chiave al fine di comprendere la sua vena di grande traduttore dei classici, greci e latini. Per questo particolare legame Salvatore Quasimodo vantò sempre un origine siculo-greca. Sulla via Umberto I sorge la casa familiare, edificata da Vincenzo Quasimodo, nonno del Poeta che all’inizio del ‘900 ebbe la carica di componente della Giunta Comunale e di Vicesindaco.

Salvatore Quasimodo arrivò a Roccalumera 5 giorni dopo la nascita e qui ha ricevuto il battesimo l’11 settembre 1901 nella chiesa della Madonna Bambina. La funzione religiosa venne celebrata da Mons. Francesco Maria Di Francia.

 

A Roccalumera sono ispirate liriche, tra le più belle del canto poetico moderno, quali “Vicolo”, “Vicino ad una Torre Saracena”, “Lettera alla madre” e “Al Padre” e “Fresca Marina”. Qui Quasimodo ha tradotto testi e ha scritto versi.

Da adulto e già molto famoso amava tornare a Roccalumera per incontrare i parenti e trascorrere i periodi di vacanza.
Qui venne pochi giorni dopo il conferimento del Premio Nobel per la letteratura nel dicembre del 1959, riabbracciando il padre ultranovantenne.
L’ultima visita del Poeta a Roccalumera risale al 1967, pochi mesi prima della sua scomparsa.

Anche la sorella del Poeta, anch’essa letterata, Rosina Quasimodo, sposa di Elio Vittorini, è sepolta nel cimitero di Roccalumera.

Il 14 dicembre 2009 il Consiglio Comunale di Roccalumera, in seduta solenne convocata nell’Antica Filanda, con voto unanime, ha conferito la cittadinanza onoraria postuma a Salvatore Quasimodo iscrivendo il Poeta nell’anagrafe cittadina, che solo la circostanza del momentaneo soggiorno per lavoro del padre fuori da Roccalumera aveva negato, essendo invece la famiglia di pieno titolo figlia della cittadina di Roccalumera.

Nell’agosto del 2017 il comune di Roccalumera ha conferito all’attore Alessandro Quasimodo, figlio del poeta, la cittadinanza onoraria.

Qui visse gli anni dell’infanzia e della giovinezza restandone particolarmente affezionato. In una sua intervista afferma di aver scritto la sua prima lirica all’età di quattordici anni sulla spiaggia della cittadina Jonica. Successivamente, Roccalumera, divenne anche luogo d’ispirazione di molte poesie tra cui “Vicino una torre saracena” (1949) ambientata nel piazzale antistante la Torre Saracena dove amava trascorre le giornate da bambino insieme ai suoi fratelli e amici.

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