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Pagliara

A mezza collina, su un monte tondeggiante, in prossimità dell’omonimo rivo, sorge il paese di Pagliara. In siciliano viene detta ``Pagghiara ntù pizzu tunnu``.

Un po' di storia

La storia Pagliara affonda le sue radici in un tempo lontano. In queste terre stanziarono gli eserciti degli antichi romani, quando la Sicilia Orientale era cuore pulsante dell’impero Romano.

Intorno all’anno 1000 dei pastori provenienti dall’allora casale di Nisi, alla ricerca di una zona dal clima più mite, si stabilirono nell’alveo dell’allora torrente Santa Caterina (oggi torrente Pagliara) dove costruirono delle case fatte di paglia e rami, le cosiddette “pagliare”. Da qui il luogo fù denominato “Casale Tuguriorum”. Viene citato dai documenti storici fin dal 1134 e già dal 1695 conquista la sua autonomia e raggiunse la massima prosperità artistica ed economica, nel ‘700, grazie alla coltivazione ed alla lavorazione in vari mulini del baco da seta.

La Vallata del torrente Pagliara fu teatro, nella Seconda Guerra Mondiale, di una cruenta battaglia tra le forze nazi-fasciste sconfitte e quelle anglo-americane. Qui fu fermata la ritirata tedesca e furono fatti prigionieri due loro battaglioni, grazie all’ostacolo naturale che le colline della zona presentano e al percorso sinuoso del fiume.

Dell’attuale territorio comunale fanno anche parte le frazioni di Locadi e Rocchenere.

Cosa fare?
Tour della Valle del Dinarini

Abbraccia i territori dei comuni di Roccalumera, Furci Siculo, Pagliara e Mandanici e si disloca lungo un percorso turistico lungo 10km da percorrere a piedi per gustarne appieno la bellezza. Si parte da Allume, poi si va a Sciglio attraverso sentieri predefiniti, poi a Rocchenere e da qui a Locadi (Pagliara), Badia e Mandanici, sempre a piedi e attraverso percorsi ben studiati.

Degustare i prodotti tipici

Salsiccia e vino locale la fanno da padroni nella vallata ma non dimenticatevi di assaggiare il pluripremiato Olio locale. Un vero e proprio ``oro verde`` per tutto il territorio.

Cosa visitare?
Chiesa di San Sebastiano

Tempio storico che si trova sulla sponda opposta dell'abitato e per arrivarci occorre guadare il torrente. Si dice che nella prima metà del VIII secolo durante la persecuzione iconoclasta siano stati alcuni monaci greci a far fondare la Chiesa. Monaci fuggiti dall'Oriente per effetto dell'editto emanato nel 730 dall'Imperatore Leone III l'Isaurico.

Torre Sollima (Locadi)

L’edificio fortificato è orientato nord-est/sud-ovest e attualmente presenta solo un ingresso lungo il lato di sud-est. In realtà questa apertura è stata praticata solo di recente, sfondando parte della parete e causando non pochi danni ad una costruzione, che ha patito, come già accennato, violenti guasti, non ultimo il terremoto del 1908. L’originale ingresso alla torre, vistosamente sfigurato da uno squarcio della muratura, presente anche nel muro perimetrale di sud-ovest, esiste tuttora nella parete di nord-est e si distingue perché sorretto da un architrave monolitico (presso il quale trovasi inciso uno strano simbolo, una A rovesciata), sul quale, a sua volta, si imposta un arco di scarico a tutto sesto.

Chiesetta dell'Itria

Chiesetta rurale, in stile greco e di rito anche greco con due altari, di San Liberante e l'altare maggiore, dedicato alla Madonna dell'Itria. L'origine della parola `` Itria `` deriva dal latino `` hydria, ae `` che significa `` vaso d'acqua ``. Infatti, La Vergine Maria , la Madre di Gesù, ha anche l'attributo di `` Madonna dell'Itria `` , per essere come un vaso prezioso , ripieno dell'acqua della grazia divina e, quindi, colma di Spirito Santo, poichè il simbolo dell'acqua è indissolubilmente legato alla grazia del Paraclito.

TRADIZIONI e CURIOSITÀ

La fondazione del Tempio  si fa risalire alla prima metà del VIII secolo durante la persecuzione iconoclasta quando, alcuni monaci greci fuggiti dall’Oriente per effetto dell’editto emanato nel 730 dall’Imperatore Leone III l’Isaurico, trovarono rifugio in questa vallata.
Nel ‘500 è stata costruita la grande Chiesa – Monastero di S. Maria di Polimenon (oggi San Sebastiano), con ampie navate, profonde cripte e decorazioni a stucco all’interno, posta sulla riva destra del Torrente Pagliara.

In essa si pratica il rito di Santa Romana Chiesa e anche quello della Chiesa Orientale e cioè di San Basilio Magno e di San Giovanni Crisostomo.
In essa c’erano i seguenti altari: maggiore, di San Sebastiano, del Santissimo Crocifisso, di Santa Maria di tutte le Grazie, di San Michele Arcangelo, di San Carlo Borromeo e di San Giuseppe. Le origini del Tempio sono storiche e leggendarie allo stesso tempo.

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