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Alla scoperta delle

Le mummie di Savoca

I nobili di Savoca nella Cripta del Convento dei Frati Cappuccini

Savoca è un piccolo e meraviglioso borgo d’arte della Costa Meraviglia – già nel circuito de I borghi più belli d’Italia, conserva nel proprio territorio vestigia di origine medievale, rinascimentale e barocca. Il convento e la chiesa dei Cappuccini di Savoca sono due edifici religiosi che sorgono nelle immediate vicinanze del centro storico.
Il convento dei cappuccini, tra il XVII ed il XIX secolo, ebbe grande rilevanza culturale nell’ambito della società savocese, costituendo il punto di riferimento per la formazione umanistica, scientifica e giuridica dei pochi privilegiati che in quegli anni avevano la possibilità di studiare.
Annessa al maestoso edificio del convento, è dedicata a San Francesco d’Assisi. Al suo interno racchiude varie opere di grande pregio artistico e storico. L’opera più antica è sicuramente la tela ad olio della Madonna di Loreto, della prima metà del Cinquecento, è attribuita ad Antonino Giuffré, anche se alcuni esperti ritengono sia opera di Antonio di Saliba nipote di Antonello da Messina.
La cripta dei cappuccini fu realizzata agli inizi del Settecento nel sottosuolo della piazzetta antistante la chiesa del convento. Racchiude 17 mummie, personaggi vissuti tra il XVIII e il XIX secolo, testimonianza storica che Savoca custodisce gelosamente e che, a ragione, sono considerate le mummie più note tra quelle presenti in provincia di Messina.
In origine le mummie di Savoca erano 37, tutti uomini, una donna e un bambino. Oggi 16 sono contenute in casse di legno coperte da una lastra di plexiglass, le altre sono posizionate nelle casse funebri in legno, alcune con finestre di vetro, altre sono sistemate in alto intorno al perimetro dell’ambiente.

Non si conosce l’origine dell’usanza dell’imbalsamazione dei cadaveri; venne forse introdotta, circa tre millenni addietro, dai Fenici, i quali l’avevano appresa dagli Egizi. I corpi sono rivestiti con elegantissimi abiti d’epoca e danno mostra di sé nelle nicchie e nelle bare in cui sono racchiusi.
Nel 1985 molte delle mummie esposte nella cripta sono state oggetto di un grave atto teppistico; uno squilibrato, penetrato furtivamente e nottetempo nella necropoli sotterranea, le ha imbrattate con della vernice verde; pochissime salme sono state risparmiate ma oggi è stato concluso l’intervento conservativo di dette mummie.

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